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Archive for 24 maggio 2012

DIEGO Landi

E’ nato a Marghera, dove ancor oggi risiede. Coltiva la fotografia sin da ragazzo, approfondendo la propria esperienza in questo campo dal ’79, anno in cui la manifestazione fotografica VENEZIA 79 gli trasmette l’entusiasmo per impegnarsi maggiormente in questa arte. Dopo l’esperienza come fotografo di scena per la Compagnia di danza Il Corpo e la Mente di Luciana De Fanti e Ulderico Manani, continua la propria sperimentazione fotografica nel campo della musica, del teatro, della danza, della pittura e scultura.
Sue foto sono state pubblicate su libri, riviste, manifesti, CD musicali, etc… Ha esposto un po’ dappertutto in Europa, soprattutto in Italia.
Descrive le sue foto “….. sono foto da ascoltare con il cuore, vivamente sconsigliate a coloro i quali ricercano il tecnicismo e non l’emozione”.
Vedi alcune foto di Diego.

1. Perché hai scelto il lavoro/mestiere che fai?
per timidezza ..riuscire a comunicare nascondendosi dietro una fotocamera.. ..il massimo…

2. Qual è l’aggettivo che meglio definisce la tua attività?
Sensibile.

3. Qual è il tuo primo ricordo di una biblioteca?
Durante l’adolescenza è stato un appuntamento quasi giornaliero.. ..all’epoca si usavano le “ricerche” e la biblioteca era il posto deputato.. ..inoltre in un discorso formativo è stato il primo luogo di aggregazione fuori della scuola.

4. Come definiresti la biblioteca?
La biblioteca è il luogo delle opportunità.

5. Cosa ti piace di più in una biblioteca?
Le biblioteche attuali sono la somma di tutti i desideri di una persona curiosa. Quando ho visto in biblioteca a Spinea i vinili di jazz ho pianto.

6. Quale è stato il primo libro che hai letto?
Il giornalino di Gian Burrasca.

7. Quale libro ti ha lasciato un ricordo speciale?
All’epoca “Juke box all’idrogeno” poi “900”.

8. Quale libro consiglieresti a un giovane lettore?
“L’eleganza del riccio”.

9. Leggere fa bene? E perché?
Leggere è gratificante e permette di viaggiare in ogni angolo del mondo ..e della mente..

10. A quale altra domanda avresti voluto rispondere?
Ma il libro cartaceo è proprio un oggetto superato?

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edoardo pittalis

63 anni, giornalista e scrittore, editorialista del Gazzettino del quale è stato a lungo vicedirettore. Tra i suoi libri: “Dalle Tre Venezie al Nordest”, “Il sangue di tutti”, “La guerra di Giovanni”, “L’acqua, il sangue e la terra”. I  libri sono diventati spettacoli portati sul palcoscenico da Gualtiero Bertelli e dalla Compagnia delle Acque.
Il sito del Gazzettino.
Ascolta un’intervista a Edoardo .

1. Perché hai scelto il lavoro/mestiere che fai?
“Per mestiere scrivo, lo faccio da oltre quarant’anni. Forse era quello che sognavo da ragazzino. E’ la sola cosa che so fare e mi piace. Sono stato fortunato a non dover cambiare, a trovare sempre occasioni di lavoro. Come diceva Enzo Biagi: se gli editori sapessero che ci piace fare i giornalisti, anziché pagarci vorrebbero essere pagati”. 

2. Qual è l’aggettivo che meglio definisce la tua attività?
“Stimolante”. 

3. Qual è il tuo primo ricordo di una biblioteca?
“Quella del convitto nel quale ho fatto le scuole medie, era un vecchio convento dei Gesuiti e aveva conservato i libri antichi e i registri del tempo. Era possibile consultare testi ormai diventati cimeli. Colpiva il fascino di quei volumi conservati con cura in librerie altissime e chiuse con vetri spessi”. 

4. Come definiresti la biblioteca?
“Il centro del pensiero dell’uomo”. 

5. Cosa ti piace di più in una biblioteca?
“Mi sembra di poter entrare in un mondo amato ma non ancora del tutto scoperto. Soprattutto che non sarà mai scoperto del tutto”. 

6. Quale è stato il primo libro che hai letto?
“Pinocchio. C’era una volta un re, diranno i miei piccoli lettori….”. 

7. Quale libro ti ha lasciato un ricordo speciale?
“La Divina Commedia, ricordo quando sfogliavo le vecchie edizioni con i disegni di Gustavo Dorè. C’era un mondo fantastico e incredibile, enorme e straordinario”. 

8. Quale libro consiglieresti a un giovane lettore?
“Se questo è un uomo” di Primo Levi, perché Levi è un grande scrittore, perché fa capire che la storia non è qualcosa di astratto, ma lascia segni nella pelle. Di più: è indispensabile per capire gli orrori di un passato recentissimo in un mondo che tende troppo spesso a dimenticare”. 

9. Leggere fa bene? E perché?
“Perché in un mondo nel quale tutti mangiamo immagini, le stesse per tutti attraverso televisione, web ecc. e la realtà viene fissata da qualsiasi cellulare, leggere fala differenza. Pur leggendo lo stesso libro ognuno può far scattare la propria fantasia, la propria immaginazione. La reazione sentimentale, emotiva davanti a un libro è personale, straordinaria perché unica”. 

10. A quale altra domanda avresti voluto rispondere?
“Quali sensazioni fisiche ti dà un libro?

Appartengo a una generazione che riconosce il suono delle pagine sfogliate, il profumo diverso a seconda del tipo di carta. Questo non significa non accettare i cambiamenti, non apprezzare l’E-book. Ogni tempo ha i suoi mezzi. Ma è come cambiare la vecchia raccolta delle figurine con tante immagini fisse, si perde il gusto di raccogliere le figurine, incollarle una per una, scambiarle, giocarle”.

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