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Archive for aprile 2013

STEFANO BOLLANI foto di Paolo Soriani

STEFANO BOLLANI foto di Paolo Soriani

 

All’età di sei anni comincia a studiare pianoforte. Esordisce professionalmente a quindici anni. Dopo il diploma di conservatorio conseguito a Firenze nel 1993 e una breve esperienza come turnista nel mondo della musica pop (con Raf, Irene Grandi e Jovanotti, fra gli altri) si afferma nel jazz, collaborando con grandissimi musicisti (Richard Galliano, Phil Woods, Lee Konitz, Miroslav Vitous, Han Bennink, Aldo Romano, Michel Portal, Gato Barbieri, Pat Metheny, Chick Corea, Bobby McFerrin, Franco D’ Andrea, Martial Solal, Uri Caine, John Abercrombie, Kenny Wheeler, Greg Osby…) sui palchi piú prestigiosi del mondo (da Umbria Jazz al festival di Montreal, dalla Town Hall di New York alla Fenice di Venezia, fino alla Scala di Milano).

Nel 2005 è ospite fisso nel programma televisivo di RaiUno Meno siamo meglio stiamo, di e con Renzo Arbore.
È ideatore e conduttore, insieme a David Riondino e Mirko Guerrini, della trasmissione musicale Dottor Djembé, che va in onda su Radio Rai 3 dal 2006 (Premio Microfono d’argento 2007, Premio Satira Politica di Forte dei Marmi e Volterra Gusto 2010). Da quella esperienza è nato un libro-cd, Lo zibaldone del Dottor Djembé (Baldini Castoldi Dalai 2008), ironica presa in giro del mondo della cultura ‘alta’. È nato poi anche uno special televisivo di 3 puntate (Buonasera Dottor Djembe’) andato in onda su Rai3 nel giugno 2010.
Dal gennaio 2009 sue sono le sigle del palinsesto di Radio Rai 3.
Sostiene Bollani è il suo primo programma televisivo, completamente dedicato alla musica, andato in onda su Rai3 a settembre e ottobre 2011 ed ha celebrato la prima giornata internazionale del jazz indetta dal Unesco con una puntata speciale il 30 aprile 2012. 

Leggi la biografia completa di Stefano Bollani.
Visita il sito di Stefano Bollani.

 

1. Perché hai scelto il lavoro/mestiere che fai?
Sin da bambino volevo stare su un palco. Poi è diventato anche un lavoro, ma è nata come una passione.

 2. Qual è l’aggettivo che meglio definisce la tua attività?
Gioiosa.

3. Qual è il tuo primo ricordo di una biblioteca?
Quella della scuola elementare, ad Alba, con i libri incartati, in carta marrone, dunque tutti uguali. Ho letto un romanzo di avventure ambientate nel Tanganika.

4. Come definiresti la biblioteca?
Necessaria.

5. Cosa ti piace di più in una biblioteca?
L’ ordine in cui sono messi i libri. Mi rilassa.

6. Quale è stato il primo libro che hai letto?
Una biografia di Charlie Chaplin.

7. Quale libro ti ha lasciato un ricordo speciale?
“Il deserto dei Tartari” di Buzzati, letto al liceo.

8. Quale libro consiglieresti a un giovane lettore?
Ne consiglierei troppi…ma fra gli autori italiani Italo Calvino è quello che da bambino mi aveva colpito di più.

9. Leggere fa bene? E perché?
Perché sveglia la testa e ti obbliga a immaginare le cose che qualcuno ha messo su carta.

10. A quale altra domanda avresti voluto rispondere?
A questa: hai mai lavorato in biblioteca? Risposta: Sì, ho fatto il servizio civile presso la biblioteca per l’ infanzia Gianni Rodari di Campi Bisenzio. Un anno splendido, passato a passare libri di vario genere ai bambini e ai ragazzi.

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Enrico Bertolino

Nato a Milano nel 1960.
Frequenta l’Università Bocconi, corso di aggiornamento e qualificazione in discipline turistiche. Ha iniziato la sua attività lavorativa nel settore bancario.
La carriera artistica di Enrico Bertolino comincia tra il 1996 e 1997 anni in cui vince il concorso per giovani comici Il Cabaret del Cabaret, il Premio Petrolini al concorso di Cabaret Bravo Grazie! di Courmayeur e il Festival del Cabaret Ugo Tognazzi nella categoria BIG. In quest’occasione è vincitore anche del Premio Speciale della Giuria.
Nel 1997 debutta anche come scrittore con “Milanesi (Guida Xenofoba)”, Edizioni Sonda.
Tra il 1998 e il 1999 calca le tavole del palcoscenico con gli spettacoli “D’altra parte è così” regia di Giampiero Solari, scritto da Enrico Bertolino, Fabio Bonifacci e Lucio Pellegrini e con “The day after” regia e autori: Giancarlo Bozzo e Carlo Turati con Marco Della Noce. Nel frattempo è in libreria con “Op Op Op Din Din Din”, Edizioni Mondadori e nel giugno 1999 vince il Premio Satira Politica di Forte dei Marmi.
Nel 1999 è su Italia 1 con i programmi: “Festa di classe”, “Facciamo Cabaret”, “Ciro”, “Comici” e “Mai dire gol” e su Raidue con “Convenscion”. Torna sul grande schermo con “La grande prugna” di Claudio Malaponti. Nello stesso periodo è vincitore del Premio Walter Chiari – Città di Cervia.
Tra il 2001 e il 2002 torna in tv con “Superconvescion”, “Ciao 2000” e “Convenscion a colori” tutti in onda su Raidue e con “Le Iene Show” in onda su Italia 1.
Nel 2003 pubblica per Mondadori “Ho visto cose…” scritto con Fabio Bonifacci.
Nel 2005 porta in teatro “Voti a perdere” regia di Gabriele Vacis, scritto da Fabio Bonifacci con Enrico Bertolino e Andrea Zalone.
Tra il 2005/06 fino al 2008 è protagonista della sit-com di Raidue “Piloti”.
Nel 2008 torna in libreria con “I Manuali di autodistruzione” editi Sperling&Kupfer.
Nel 2012 pubblica per la collana Biblioteca Umoristica di Mondadori, “Pirla con me. Da Milano si può guarire”.
Conduce dal 2005 su Raitre il programma “Glob” che negli anni si è intitolato “Glob-l’Osceno del Villaggio”, “Glob-Spread” e attualmente “Glob-Porcellum” in onda il martedì e il giovedì e “Glob-Therapy” in onda il venerdì in seconda serata.

Visita il sito di Enrico Bertolino.
Visita il sito di GLOB.

Twitter: @enricobertolino

1. Perché hai scelto il lavoro/mestiere che fai?
Direi che è più il lavoro ad aver scelto me, in quanto prima sia come Bancario che come Consulente non avevo molte possibilità per esprimermi, direi che la componente fortuna ha giocato la sua parte.

2. Qual è l’aggettivo che meglio definisce la tua attività?
Creatività  pragmatica.

3. Qual è il tuo primo ricordo di una biblioteca?
La biblioteca di Affori a Milano a Villa Litta, ci si trovava con gli amici della scuola superiore per il Turismo, e non solo a studiare o leggere oggettivamente.

4. Come definiresti la biblioteca?
Luogo di culto per la lettura.

5. Cosa ti piace di più in una biblioteca?
Il silenzio e la pace, ma anche l’odore dei libri … irripetibile da un E book.

6. Quale è stato il primo libro che hai letto?
Penso la “Capanna dello Zio Tom” da piccolo. Da grande credo Hemingway, “Per chi suona la campana”.

7. Quale libro ti ha lasciato un ricordo speciale?
“Io Claudio” ed “Il Divo Claudio” ( romanzi storici ) edizioni il Corbaccio, di Robert Greeves , ma anche le “Memorie di Adriano” di Marguerite Yourcenar e la “Luna e i Falò” Di Pavese, “Paolo il Caldo” di Vitaliano Brancati .. il primo con le sfumature di grigio molti ma molti anni prima.

8. Quale libro consiglieresti a un giovane lettore?
“Paolo il caldo” di Brancati .. tante sfumature di grigio molti ma molti anni prima!

9. Leggere fa bene? E perché?
Perché nutre intelligenza e fantasia.

10. A
quale altra domanda avresti voluto rispondere?
A nessuna perché le domande non mi piacciono tanto, preferisco ascoltare più che parlare .. quando sono a riposo. Grazie a voi.

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Claudio Sabelli Fioretti

Claudio Sabelli Fioretti è un giornalista. Ha iniziato nei piccoli giornali sportivi ed è finito al “Magazine” del “Corriere della Sera”, passando da “Nevesport”, “Selesport”, “Abc”, “L’Europeo”, “Panorama”, “Panorama Mese”, “Tempo Illustrato”, “Gente Viaggi”, “Il Secolo XIX”, il “Corriere della Sera”, “Io Donna”, “Donna Moderna”, “Cuore”, “La Stampa”.  Ha partecipato alla quinta edizione di “Overland”. Ha assistito alle Olimpiadi di Cortina, Roma, Grenoble, Monaco, Seul. Ha conosciuto Coppi, Baldini, Zeno Colò e Mario Riva. Sul suo biglietto da visita è scritto: «Non ha mai partecipato a Porta a Porta, non va in vacanza a Capalbio, non ha mai votato Dc». Però è stato invitato due volte da Gigi Marzullo e ha ricevuto per tutti gli anni a Natale i torroncini di Clemente Mastella. Odia gli antipasti e non sopporta i fuochi d’artificio. Vive sei mesi all’anno con altri quattro abitanti a Masetti, frazione di Lavarone. Gli altri sei mesi, a Lingua, frazione di Santa Marina Salina. Ha condotto insieme a Filippo Solibello per Rai3 la trasmissione televisiva “Startrekking” in cui intervistava belle donne sulle cime delle montagne. È nato a Cura, frazione di Vetralla, quando ancora c’erano i tedeschi. Attualmente, insieme a Giorgio Lauro, conduce “UN GIORNO DA PECORA”, la più fantastica trasmissione del fantasmagorico palinsesto di Radio2 Rai.
Per Chiarelettere ha pubblicato “A piedi”‘ cronaca semiseria del viaggio a piedi da Lavarone a Vetralla, compiuto con Giorgio Lauro e, nel 2011 “Stelle Bastarde” e nel 2012 “L’oroscopo bastardo 2013”.

Vai al blog di Claudio Sabelli Fioretti. 
Vedi il sito di Chiarelettere.it
Vedi le schede di Sabelli Fioretti nel sito di Chiarelettere.it 
Twitter: @SabelliFioretti – @1giornodapecora

1. Perché hai scelto il lavoro/mestiere che fai?
Mio padre era giornalista, io frequentavo giornalisti, mi è venuto naturale.

2. Qual è l’aggettivo che meglio definisce la tua attività?
Divertente e non noiosa.

3. Qual è il tuo primo ricordo di una biblioteca?
Il ricordo di un luogo scuro e polveroso.

4. Come definiresti la biblioteca?
Un punto di incontro.

5. Cosa ti piace di più in una biblioteca?
Poter guardare e scegliere senza che nessuno mi disturbi

6. Quale è stato il primo libro che hai letto?
Qualcosa di Salgari.

7. Quale libro ti ha lasciato un ricordo speciale?
Nessuno in particolare. O meglio, sempre l’ultimo.

8. Quale libro consiglieresti a un giovane lettore?
Non ce la faccio a dare consigli del genere. Direi qualsiasi libro, perché se si comincia a leggere non si smette più. A meno che non si cominci con libri pallosi.

9. Leggere fa bene? E perché?
Perché ti costringe a pensare anche a cose alle quali non vorresti pensare.

10. A
quale altra domanda avresti voluto rispondere?
Questa domanda non la farebbe nemmeno Marzullo!

(grazie alla preziosa collaborazione di Giulia Civiletti – Uff. Stampa Chiarelettere)

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