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Archive for 17 settembre 2013

Emanuele Rosso

Emanuele Rosso (Udine, 1982) si laurea al Dams di Bologna. Frequenta corsi di fumetto tenuti da Davide Toffolo del quale sarà anche assistente nella realizzazione di “Carnera. La montagna che cammina” e Giorgio Cavazzano dove conoscerà Sara Pavan e Paolo Cossi con i quali darà vita alla fanzine “Pupak!”. Realizza diverse auto­produzioni e pubblica su diverse antologie come “Resistenze” (2007) e “Zero Tolleranza” (2008), entrambe edite da BeccoGiallo e “Global Warming. Immagini che producono azioni” (2010), edita da NdA Press. Dal 2007 collabora con Hamelin Associazione Culturale e fa parte dello staff organizzativo del festival Bilbolbul. Ha collaborato con Self Comics, una delle realtà più attive nel panorama delle autoproduzioni italiane. Ha recentemente pubblicato la raccolta di racconti “Una stagione d’acqua” (2012), e il saggio/tributo illustrato dedicato a David Foster Wallace e Roger Federer, che ha avuto un grande successo in tutto il mondo tra gli appassionati dello scrittore. Il suo ultimo lavoro è il graphic novel “Passato, prossimo”, pubblicato da Tunué.
Oltre a disegnare e a raccontare storie, fa il fotografo e conduce programmi radiofonici.

Emanuele Rosso nel sito di Tunuè.
Emanuele Rosso in Tumblr.com
Emanuele in Flickr.com

1. Perché hai scelto il lavoro/mestiere che fai?
Non so se l’ho scelto, non so neanche bene che lavoro ho scelto, al momento. O forse ho scelto di non scegliere. Faccio l’operatore culturale, il fotografo, scrivo storie, disegno fumetti e illustrazioni, conduco programmi radiofonici, se c’è un filo comune è forse l’importanza dell’osservare, introiettare la realtà e poi sputarla fuori in qualche forma diversa. E questa più che una scelta è una vocazione.

2. Qual è l’aggettivo che meglio definisce la tua attività?
Poliedrica, o forse frammentata.

3. Qual è il tuo primo ricordo di una biblioteca?
I primi ricordi consapevoli e importanti sono legati agli anni delle medie, quando frequentavo non dico quotidianamente ma quasi la biblioteca del mio quartiere, a Udine, insieme a un gruppo di amici. Passavamo spesso lì i pomeriggi, ascoltando la musica, facendo i compiti e leggendo libri (credo di essermi letto ogni titolo delle collane Junior della Mondadori, pure tutti i Gaia!).

4. Come definiresti la biblioteca?
Un luogo di scoperta e abbandono alla curiosità.

5. Cosa ti piace di più in una biblioteca?
Che ci siano tanti ma tanti libri, e mi sono sempre piaciuti anche i consigli dei bibliotecari.

6. Quale è stato il primo libro che hai letto?
Non me lo ricordo, ma ho il ricordo di un sacco di favole che mia mamma mi leggeva in inglese (in quanto insegnante di lingue).

7. Quale libro ti ha lasciato un ricordo speciale?
Sono moltissimi i libri che mi hanno lasciato ricordi speciali, o che si sono agganciati agli altri ricordi, segnando le tappe della mia crescita. Durante l’adolescenza “Norwegian Wood” di Murakami, per gli ultimi anni cito solo due titoli: “Cento poesie di amore a Ladyhawke” di Michele Mari, e “Infinite Jest” di David Foster Wallace.

8. Quale libro consiglieresti a un giovane lettore?
Per un lettore adolescente, sicuramente “Tutto per una ragazza” di Nick Hornby.

9. Leggere fa bene? E perché?
Leggere fa benissimo. Anzi, è essenziale. Ci fa sentire meno soli. Ci fa vedere le cose sotto una luce diversa, o ci fa capire meglio cose che dentro di noi avevamo solo intuito. Ci permette di impadronirci della lingua, e attraverso essa del mondo.

10. A quale altra domanda avresti voluto rispondere?
A questa. E per questo non risponderò.

Emanuele Rosso disegno

Passato prossimo di Emanuele Rosso – ed. Tunuè

(Grazie a Flavia Marcocci  e a Tunuè per la gentile collaborazione.)

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