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Archive for 18 febbraio 2014

Luca Mercalli

Luca Mercalli – foto di Andrea Avezzu

Luca Mercalli è nato a Torino nel 1966. In una città piena di biblioteche, di librerie, di bancarelle di libri usati. Ogni volta che viaggia, l’unica bottega che ritiene degna di una visita è la locale libreria. Il resto sono solite cose disponibili ovunque…
Studia il clima del passato, cerca di prevedere il clima del futuro. Presiede la Società Meteorologica Italiana, antica associazione con una importante biblioteca scientifica che si è impegnato a proteggere e accrescere.
A forza di leggere ha cominciato presto a scrivere, occupandosi oggi di giornalismo scientifico su La Stampa e su altre testate, e scrivendo libri come “Filosofia delle nuvole” (Rizzoli) e “Prepariamoci” (Chiarelettere). Ha fondato la rivista Nimbus dedicata al clima e all’atmosfera.
Lavora per la televisione a RAI3 “Che tempo che fa” dove, quando può, consiglia di leggere libri.

 

1. Perché hai scelto il lavoro/mestiere che fai?
Per l’insaziabile curiosità di conoscere come funziona il pianeta e per l’utilità pratica della previsione meteorologica nella vita quotidiana.
Più recentemente, con il crescere delle inquietudini sui cambiamenti climatici, anche per dare il mio modesto contributo a limitare i danni globali.

2. Qual è l’aggettivo che meglio definisce la tua attività?
Variabile!

3. Qual è il tuo primo ricordo di una biblioteca?
Quella di casa mia: sono nato in mezzo ai libri in una famiglia di lettori e stampatori e so che devo in gran parte a loro la mia attrazione per la conoscenza, la ricerca, l’informazione.

4. Come definiresti la biblioteca?
Una miniera che puoi scavare quanto vuoi e non si esaurisce mai.

5. Cosa ti piace di più in una biblioteca?
Il senso di scoperta: ogni biblioteca è una combinazione casuale dell’immensa cultura dell’umanità, quando mi ci trovo dentro non so mai a quale incontro fortunato mi condurrà. Insieme ai grandi classici che già conosco come vecchi amici, trovo sempre qualcosa di inatteso, un tema o un autore sconosciuto o desiderato.

6. Quale è stato il primo libro che hai letto?
Difficile estrarre il ricordo del primo. Tanti sì: “Il bosco degli Urogalli” di Rigoni Stern, “Gli orrori della Siberia” di Salgari, racconti per l’infanzia di Giuseppe Fanciulli…

7. Quale libro ti ha lasciato un ricordo speciale?
“Le Memorie di un cacciatore” di Ivan Turgenev: per le eccezionali descrizioni di natura e di boschi.

8. Quale libro consiglieresti a un giovane lettore?
“Peter Camenzind” di Hermann Hesse.

9. Leggere fa bene? E perché?
Perché mi offre l’incredibile opportunità di vivere tante vite in una.
Perché mi fa imparare e divertire.
Perché mi tiene compagnia nei momenti più difficili della vita.
Perché mi ha insegnato a scrivere, che è una parte importante del mio mestiere.

10. A quale altra domanda avresti voluto rispondere?
A nessuna, ho fretta, devo tornare a leggere…

 

 

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