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Archive for 27 febbraio 2014

Serena Zonca

Ha studiato le lingue e tradotto, fatto la giornalista per un decennio, organizzato mostre d’arte contemporanea e poi seguito la passione per l’editoria, confezionando popup artigianali e lavorando in casa editrice.
Collegando i puntini, si è accorta di avere pubblicato contenuti per tutta la vita. Attualmente edita e traduce libri, tiene corsi sugli ebook e si interessa di self-publishing e nuove forme del libro.

Visita il blog di Serena Zonca.
Serena Zonca in Twitter: @SerenaZonca
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1. Perché hai scelto il lavoro/mestiere che fai?
Ho letto molto fin da bambina e più leggevo più pensavo che mi sarebbe piaciuto fare libri. Non tanto scriverli, quanto crearli, aiutarli a nascere come una sorta di maieuta. Volevo essere una levatrice di storie.

2. Qual è l’aggettivo che meglio definisce la tua attività?
Sono due: è un’attività curiosa e dubbiosa.

3. Qual è il tuo primo ricordo di una biblioteca?
Da ragazzina ci andavo per studiare. In biblioteca era conservato il Sapere. La maestra ci dava come compito una ricerca e noi, come piccoli minatori, ci calavamo dentro le enciclopedie e ci perdevamo, spesso. Perdersi era la parte migliore, da lì nascevano le idee.

4. Come definiresti la biblioteca?
Un territorio da esplorare. Una caccia al tesoro. Un immenso nascondino. Le coste dei libri sono truffaldine, voci di sirene incantatrici. Ti fanno sfilare il libro dallo scaffale, esporre la copertina, leggere l’incipit, sentire il fruscio delle pagine.
La biblioteca è un luogo di tentazioni a cui ci si può abbandonare senza pentimenti. È una scoperta serendipica e stimolante.

5. Cosa ti piace di più in una biblioteca?
Il limite al numero di libri che si possono prendere in prestito!

6. Quale è stato il primo libro che hai letto?
Una raccolta di favole degli indiani d’America.

7. Quale libro ti ha lasciato un ricordo speciale?
I ricordi speciali legati ai libri sono tanti da non potersi contare. Come i libri preferiti.

8. Quale libro consiglieresti a un giovane lettore?
“Vita e opinioni di Tristram Shandy, gentiluomo” di Laurence Sterne.

9. Leggere fa bene? E perché?
Stimola l’immaginazione e dio solo sa quanto ne abbiamo bisogno. Come il viaggiare, aiuta a superare i preconcetti e ad accogliere le differenze. Favorisce l’empatia. Crea dipendenza ma costa poco, è divertente e persino legale!

10. A quale altra domanda avresti voluto rispondere?
A come vedo il futuro del libro. Per fortuna non me l’hai fatta perché avrei potuto discuterne per ore.

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