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Archive for marzo 2014

Napo

Alberto Napolitano, in arte Napo, nasce a Lavagna (GE) il  24 gennaio 1972.
Il suo primo gruppo fu la “Black Cats Band (Eccebbanda)” nel 1989.
Affascinato dai cantautori della scuola francese e genovese, nel 2000 decise di costituire quella che fu una delle prime tribute band dedicate a Fabrizio De André, le “Buonenuove”.
Gli Endegu furono una sorta di evoluzione delle Buonenuove, con la quale ebbe la possibilità di girare tutta Italia esibendosi nelle piazze e nei teatri più importanti.
Nel 2005 fu contattato dal maestro Armando Corsi per cantare insieme a grandi artisti quali Mario Arcari (già collaboratore dello stesso De André), Marco Fadda e Dado Sezzi. Il progetto si chiamava “Umbre de Muri” e aveva in scaletta oltre alle canzoni di De André anche un omaggio al cantautorato francese.
A fine stagione fu ingaggiato da Pier Michelatti (già bassista di De André) come cantante del gruppo tributo “Faber per Sempre”.
Parallelamente iniziò a presentarsi nelle piazze semplicemente come “Napo” in un omaggio al cantautorato della scuola genovese, col progetto “Napo 5°tet” affiancato dai jazzisti liguri Fabio Vernizzi, Dino Cerruti, Lorenzo Capello, Davide L’Abbate, Antonio Antognetti.
Nel 2008 ha portato avanti il progetto “Attenti al Gorilla”, al fianco di Davide “Billa” Brambilla, Davide L’Abbate,  Diego Scaffidi,  Fabio Biale e Massimiliano Caretta.
Ospiti speciali  sono stati Andrea Mirò, Ellade Bandini, Mario Arcari. E ospite a sua volta è stato Napo sul palco di Enrico Ruggeri nell’agosto del 2008.
Con questa ultima formazione ha affrontato la successiva stagione come: “Napo canta De André”.
A Gennaio 2009 esce il disco “ALL IN” di Enrico Ruggeri in cui Napo duetta con lui la canzone “Teneri Amori”.
A febbraio 2009 è ospite della PFM al Rolling Stone di Milano.
Il 1° giugno 2009 esce il suo primo disco da solista: “Pause”.
Nel 2011 il suo secondo lavoro “Dell’Amore e della Libertà”

Visita il sito di Napo.

 

1. Perché hai scelto il lavoro/mestiere che fai?
Improvvisandomi psicologo direi che il motivo sostanzialmente è uno: la necessità di esprimermi. Solo attraverso la musica si può vedere qualcosa di me, altrimenti è impresa assai ardua!

2. Qual è l’aggettivo che meglio definisce la tua attività?
Precario! E non solo in senso economico. Fare musica ti porta da un eccesso all’altro nel giro di pochi minuti, gioia e depressione vanno a braccetto come alba e tramonto.

3. Qual è il tuo primo ricordo di una biblioteca?
La biblioteca di Chiavari, il primo e unico anno a Scienze Politiche. La ricordo vecchia ma non antica, asettica, troppo luminosa per potersi concentrare.

4. Come definiresti la biblioteca?
Un Tempio.


5. Cosa ti piace di più in una biblioteca?

L’odore.

6. Quale è stato il primo libro che hai letto?
Non saprei, da piccolo non leggevo volentieri, il primo che mi è rimasto impresso, forse saranno stati i miei sedici anni, è “L’Alchimista” di Coelho.

7. Quale libro ti ha lasciato un ricordo speciale?
Proprio quello, l’Alchimista, mi ha lasciato una gran voglia di viaggiare, per il puro gusto del viaggio.

8. Quale libro consiglieresti a un giovane lettore?
Non me la sento di consigliare, né musica né libri, ognuno ha la sua propria sensibilità la cui bellezza sta proprio nell’autenticità.

9. Leggere fa bene? E perché?
Intanto si impara la grammatica!!! Io lo considero un modo per estraniarsi dalla quotidianità, entrare nella vita di qualcun altro e vedere da vicino il suo punto di vista.

10. A quale altra domanda avresti voluto rispondere?
Che ore sono? Ho l’orologio davanti, sarei stato preparatissimo!
A parte gli scherzi, alla domanda “I ragazzi dovrebbero leggere di più?” citando Gaber avrei risposto: “Non insegnate ai bambini ma coltivate voi stessi il cuore e la mente, stategli sempre vicino, date fiducia all’amore, il resto è niente”.

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