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Archive for febbraio 2018

Renzo Brollo

Renzo Brollo

Sono nato a Gemona del Friuli (UD) nel dicembre del 1971. Sposato e con due figlie, dal 2009 faccio parte della redazione del sito Mangialibri. A causa e per merito di ciò mi ritengo un felice lettore compulsivo.
Per Cicorivolta Edizioni ho pubblicato una raccolta di racconti dal titolo “Racconti Bigami” (2006) e tre romanzi: “Se ti perdi tuo danno” (2007), “Mio fratello muore meglio” (2010), “Metalmeccanicomio” (2014). Per Edizioni della Sera è uscito il romanzo “La fuga Selvaggia” (2016). Per Bottega Errante nel 2017 ho pubblicato il romanzo “La montagna storta”. Dal racconto “Vicini di casa” contenuto in “Racconti Bigami” nel 2012 è stato tratto il film in lingua friulana “Visins di cjase” prodotto dalla Uponadream in collaborazione con Il teatrino del Rifo e Prospettiva T. Ho ottenuto anche buoni riconoscimenti partecipando ad alcuni concorsi nazionali. Finalista al Premio Teramo nel 2007, ho vinto il primo premio a Lama e Trama nel 2009, secondo classificato al concorso Leggimontagna 2016 e nell’agosto 2017 ho vinto, con il racconto “La scimmia”, il primo premio del concorso La Quara, organizzato dal comune di Borgotaro in provincia di Parma e in collaborazione con il Corriere della Sera.

[Renzo Brollo sarà ospite della Biblioteca di Spinea (VE) per presentare il suo libro “LA MONTAGNA STORTA” venerdì 2 marzo 2018 alle ore 20,45]

Leggi le recensioni di Renzo per Mangialibri

 

1. Perché hai scelto il lavoro/mestiere che fai?
Il motivo per il quale ho scelto di far parte della redazione di Mangialibri nasce fondamentalmente dalla mia passione, ormai compulsiva, per la lettura. Ho capito inoltre che la possibilità di leggere decine di libri di qualsiasi genere (infatti dalla redazione mi vengono inviati testi di narrativa, poesia, saggistica, fumetti, illustrazioni) mi avrebbe dato l’occasione, come scrittore, di conoscere e imparare molte cose che sono poi risultate utili, se non fondamentali, per la scrittura dei miei romanzi. Ho deciso cioè di non leggere testi scegliendo di soddisfare solo il mio personale gusto letterario, ma di sforzarmi di leggere qualsiasi cosa mi sarebbe stato inviato per migliorare e sviluppare una capacità critica obiettiva. In sostanza quindi, alla base della mia quasi decennale militanza nella redazione, c’è una curiosità di fondo che ho voluto rafforzare in questo modo. L’attività di scrittore si accompagna poi a un lavoro impiegatizio regolare che è frutto di un percorso scolastico e di altre esperienze lavorative.

2. Qual è l’aggettivo che meglio definisce la tua attività?
Sempre riferendomi all’attività di redattore: stimolante. Riferendomi alla mia attività di scrittore, direi invece appagante.

3. Qual è il tuo primo ricordo di una biblioteca?
Da ragazzino, quando mia sorella iniziò il suo lavoro presso la biblioteca comunale di Gemona, andavo ad aiutarla a catalogare i libri. Fu in quei momenti che mi innamorai dell’odore dei libri e mi appassionai alla lettura e, successivamente, alla scrittura.

4. Come definiresti la biblioteca?
La immagino come viene descritta da Borges nel racconto “La biblioteca di Babele”. Un universo infinito di gallerie con dentro una quantità infinita di libri. Mi piacerebbe che fosse la vera casa dei cittadini, un luogo di ritrovo dove si va volentieri, anche se non sempre purtroppo è così. Molte amministrazioni sottovalutano la bellezza e l’utilità di questo luogo, riducendo al minimo essenziale i servizi e inserendo nella biblioteca personale che molte volte non ha nessuna passione per i libri e dunque nessuno stimolo a che la gente vada in biblioteca. Ma, per fortuna, ci sono anche meravigliose biblioteche, bibliotecarie e bibliotecari che amano il proprio lavoro e fanno di tutto per diffondere la cultura.

5. Cosa ti piace di più in una biblioteca?
Il silenzio pieno di parole.

6. Quale è stato il primo libro che hai letto?
Se dovessi dire il primo libro in assoluto, direi “Bim bianco dall’orecchio nero” di Gavril Toriepolski, il primo libro per bambini che mia madre mi regalò e che fu una delusione. Penso però che il mio primo vero libro, quello della folgorazione, fu “Il signore degli anelli” di Tolkien.

7. Quale libro ti ha lasciato un ricordo speciale?
Ce ne sono moltissimi, perché i buoni libri arrivano come i supereroi: nel momento del bisogno. Ma uno dei libri che negli ultimi anni ho amato di più è “La fisica della malinconia” di Georgi Gospodinov, Voland Edizioni. Un libro particolarissimo e che mi diede l’ispirazione per un romanzo che stavo scrivendo.

8. Quale libro consiglieresti a un giovane lettore?
Se per giovane intendiamo un bambino sui dodici anni, io direi “I libri che divorarono mio padre” di Alfonso Cruz. Una storia fantastica e meravigliosa di un figlio che parte alla ricerca di suo padre ingoiato da un libro. Questo romanzo, adattissimo per i bambini, ha la capacità di raccontarti la grande letteratura in chiave semplice e appassionante. Per un adolescente consiglio invece il romanzo “Imperfetti” di Luigi Ballerini, Il castoro Edizioni. Un romanzo di fantascienza che mia figlia quattordicenne ha apprezzato e che ha poi passato a tutte le sue amiche. Per i giovani lettori amanti del thriller consiglio invece “I fiori sopra l’inferno” della mia concittadina Ilaria Tuti edito da Longanesi e di cui ora, e con merito, si parla.

9. Leggere fa bene? E perché?
Leggere fa benissimo. Dovrebbe essere considerato un farmaco obbligatorio. Fa volare la fantasia, apre la mente, arricchisce il vocabolario, rende critici.

10. A quale altra domanda avresti voluto rispondere?
La domanda che a volte mi fanno è: preferisci i libri cartacei o digitali? Avrei risposto che i cartacei non li abbandonerò mai, ma a volte apprezzo la comodità di quelli digitali che si possono portare ovunque in quantità enormi (sul mio lettore ne ho un centinaio per ora) approfittando di un dizionario interno sempre disponibile. La convivenza tra i due è possibile se non indispensabile.

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