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Archive for 2 ottobre 2018

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Saturno Buttò

Nato a Portogruaro nel 1957, Saturno Butto’ studia al Liceo Artistico e all’Accademia di Belle Arti di Venezia, diplomandosi nel 1980. La sua opera e’ caratterizzata da una personalissima interpretazione formale dell’arte sacra europea e da una perizia tecnica impeccabile, che ricorda quella dei grandi maestri della nostra tradizione pittorica.

“Io ritraggo persone. Mi interesso dell’identità e delle implicazioni psicologiche.
Non mi preoccupo della reazione che il pubblico ha davanti alle mie opere.
Lavoro per me stesso e un fine catartico non lo escluderei.
Dipingendo cerco qualche cosa che mi emozioni e che soddisfi le mie curiosità: sono attratto da quello che non conosco, spesso dal lato negativo della psicologia umana”, in perfetto accordo con quanto sosteneva Geoffrey Hartman: “La grande arte è sempre scortata dalle sue due oscure sorelle, l’empietà e la pornografia”.Microsoft Word - manifesto .docx

Saturno Buttò, con la mostra “Ieratico/Eretico”, esporrà una selezione dei suoi quadri dal 6 al 21 ottobre 2018 a Spinea (VE) presso lo spazio espositivo dell’Oratorio Santa Maria Assunta in via Rossignago, nell’ambito della rassegna “Paradisum Theatrum 2018” a cura di Adolfina de Stefani e Luciana Zabarella.
Presentazione e testo critico a cura di Barbara Codogno e Boris Brollo.
All’inaugurazione di sabato 6 ottobre alle ore 18,30, con la presenza  dell’autore.

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1. Perché hai scelto il lavoro/mestiere che fai?
Non so neppure se definirlo un lavoro, anche se ora mi guadagno da vivere con la pittura. Non credo di aver scelto nulla, solo che “l’esercizio creativo” mi ha sempre accompagnato, giorno dopo giorno. Non ho fatto altro che assecondare il piacere di creare immagini.

2. Qual è l’aggettivo che meglio definisce la tua attività?
Non saprei, spesso mi sento dire che è “inquietante”, ma non mi interessa molto.

3. Qual è il tuo primo ricordo di una biblioteca?
Credo quella della scuola o forse della parrocchia, giù di lì comunque, anche se non ricordo bene.

4. Come definiresti la biblioteca?
Un luogo evocativo.

5. Cosa ti piace di più in una biblioteca?
Il clima ovattato.

6.Quale è stato il primo libro che hai letto?
Credo sia stato “I ragazzi della via Pal” di Ferenc Molnàr.

7.Quale libro ti ha lasciato un ricordo speciale?
Alcuni per la verità. In un periodo dove non vedevo l’ora di ritrovarmi, la sera, per continuare la lettura, cosa che non mi succede più, purtroppo. Cito: “Le due inglesi e il continente” e “Jules e Jim” ambedue di Henri-Pierre Roché.

8.Quale libro consiglieresti a un giovane lettore?
“Narciso e Boccadoro” di Herman Hesse.

9.Leggere fa bene? E perché?
Ma naturalmente sì, fa benissimo! Soprattutto in tempi come questi, dove tutto è banalizzato e reso superficiale dai social. Un ottimo esercizio per distinguersi ed imparare a comunicare con gli altri in un modo più personale.

10.A quale altra domanda avresti voluto rispondere?

Non mi piacciono le interviste, mi presto mio malgrado. Dunque, mi bastano queste.

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“Angeli” – Saturno Buttò

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“Roberta 2018” – Saturno Buttò

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