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Alessandro Sbrogio BN

Alessandro Sbrogiò

SPECIALE MESTHRILLER 2018
Nato a Catania nel 1963, a 21 anni si è trasferito nel Veneto dove ha conseguito il diploma di contrabbasso presso il Conservatorio di Venezia. E’ stato uno dei fondatori della Venice Baroque Orchestra, con cui ha inciso per Sony American e DOG, e ha collaborato con nomi di primo piano nell’ambito della cultura musicale antica. Abbandonata l’attività concertistica, si è occupato di progetti culturali nell’ambito della rete Doc. Contemporaneamente ha proseguito la sua attività di musicista dedicandosi alla composizione con specifico interesse per il teatro, la danza e il cinema. E’ uno dei fondatori di Magister Espresso Orchestra e con questa formazione ha registrato e prodotto il CD di sue composizioni “Banda Vaga”, edizioni Freecom Music.

“Cadenze d’inganno”, vincitore del Premio Lorenzo da Ponte 2017 indetto dalla casa editrice Diatsema, è la sua prima pubblicazione. Il romanzo sarà presentato martedì 6 novembre a partire dalle ore 18,00 in Biblioteca a Spinea (VE), nell’ambito del Festival dei libri gialli, noir e thriller MESTHRILLER.

1. Perché hai scelto il lavoro/mestiere che fai?
In realtà nella vita si crede di scegliere, ci si accorge solo dopo che è tutto un susseguirsi di eventi, un allinearsi (o no) di pianeti, di varianti, ostacoli, cambi direzione e quanto ne segue. Il mio momento di scelta è stato quando ho deciso di frequentare il Conservatorio, ovviamente perché ho sempre amato suonare. Poi è stato tutto un evolversi di situazioni: ho fatto a lungo il concertista e al momento mi occupo di progetti culturali nell’ambito della grande rete Doc: è un lavoro che mi riempie di soddisfazione. Ho la certezza di supportare tantissimi artisti e più artisti attivi ci sono migliore è la nostra società. La musica, e anche la scrittura, rimangono comunque centrali nella mia vita e dedico loro tutto il mio tempo libero.

2. Qual è l’aggettivo che meglio definisce la tua attività?
A volte mi sento come Mr Wolf in Pulp Fiction, uno che risolve problemi, solo che io mi occupo di artisti, lavoratori dello spettacolo e cultura.

3. Qual è il tuo primo ricordo di una biblioteca?
Quella della mia scuola elementare in Sicilia: in realtà un armadietto con qualche decina di volumi. Al bidello parve strano quando gli chiesi di prestarmi un libro, riuscii a leggerli tutti.

4. Come definiresti la biblioteca?
Un paradiso in cui perdersi.

5. Cosa ti piace di più in una biblioteca?
Adoro vedere gli scaffali colmi di libri che arrivano in alto: credo siano una bella metafora della lettura. Mi da anche frustrazione: è un grande dispiacere sapere di non poterli leggere tutti.

6. Quale è stato il primo libro che hai letto?
Il primo me lo hanno letto, “Le Mille e una Notte”, indimenticabile. Il primo che ho letto da solo, di cui ho un ricordo preciso, è stata una fiaba per bambini dal titolo “Nano Pancetta” di Adelaide Cremonini, ma preferivo di gran lunga le Mille e una Notte.

7. Quale libro ti ha lasciato un ricordo speciale?
Sicuramente “Frammenti da un discorso amoroso” di Roland Barthes. Mi ha aperto le porte di tanta altra letteratura e saggistica.

8. Quale libro consiglieresti a un giovane lettore?
A un giovane non potrei che consigliare Italo Calvino, magari “Il Barone Rampante”. Avvincente e perfetto.

9. Leggere fa bene? E perché?
Leggere concima il cervello e la coscienza. Ed è anche terapeutico.

10. A quale altra domanda avresti voluto rispondere?
Che mi fosse chiesto come mi definisco in questo momento della mia vita: ecco, a riguardo della musica e della scrittura, mi piace definirmi un “Nobile Dilettante”, anche se mi affretto a precisare che, purtroppo, nobile non sono.

 

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