Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘salone del libro di torino’

 

Giuseppe Culicchia

Giuseppe Culicchia

Scrittore e traduttore, Culicchia è considerato una delle voci più autentiche della narrativa italiana degli ultimi anni, è stato scoperto da Pier Vittorio Tondelli che aveva pubblicato alcuni suoi racconti nell’antologia Papergang-Under 25.
Ha esordito nel 1994 con “Tutti giù per terra”, romanzo che si è rivelato uno dei casi letterari più sorprendenti degli ultimi anni, vincitore dei Premi Montblanc e Grinzane Cavour. Dal romanzo il regista Davide Ferrario ha tratto l’omonimo film interpretato da Valerio Mastandrea.
Le avventure del protagonista Walter proseguono in “Paso doble” (Garzanti, 1995).
Molti dei suoi libri sono stati tradotti in Francia, Germania, Olanda, Grecia, Spagna e Russia.
Tra i suoi lavori più recenti: nel 2015 “Torino è casa nostra” (Laterza) e My Little China Girl (EDT); “Mi sono perso in un luogo comune” (Einaudi, 2016); “Essere Nanni Moretti”, (Mondadori) e “Di cosa stiamo parlando?” (Autori Vari, a cura di Filippo La Porta, Enrico Damiani Editore) nel 2017.
Ha tradotto tra l’altro per Einaudi “American Psycho” (2001) e “Lunar Park” (2005) di Bret Easton Ellis; per Garzanti “Lo sfidante” di F.X. Toole (2001) e per Feltrinelli “Le avventure di Huckleberry Finn” di Mark Twain (2005).
Nel 2014 esce una edizione Remixed di “Tutti giù per terra”, nella collana Mondadori Strade Blu. In questo libro Culicchia ambienta ai giorni nostri la vicenda e i personaggi narrati nel suo romanzo d’esordio.

Per il Salone del Libro di Torino cura l’iniziativa “Festa Mobile” della quale quest’anno la Biblioteca di Spinea sarà una delle 10 tappe letterarie, ospitando lo scrittore Tiziano Scarpa che martedì 8 maggio 2018 leggerà brani tratti da “Il Maestro e Margherita” di Michail Bulgakov.

Visita la Pagina Facebook di Giuseppe Culicchia

 

1. Perché hai scelto il lavoro/mestiere che fai?
Perché da bambino i miei genitori mi raccontavano tantissime storie. E’ così che mi sono innamorato prima della lettura e poi della scrittura.

2. Qual è l’aggettivo che meglio definisce la tua attività?
Gratificante.

3. Qual è il tuo primo ricordo di una biblioteca?
Nella minuscola scuola elementare che frequentavo non ce n’era una. E nemmeno in seguito alle medie e alle superiori. La prima è stata quella di Filosofia all’Università. I libri che cercavo non erano mai disponibili: li avevano in prestito i professori.

4. Come definiresti la biblioteca?
Un bazar di storie dove si incontrano tantissime persone, fatte di parole ma anche in carne e ossa.

5. Cosa ti piace di più in una biblioteca?
Il silenzio, ormai è così raro.

6. Quale è stato il primo libro che hai letto?
Il primissimo che ricordo credo sia stato “Le avventure di Huckleberry Finn” di Mark Twain in un’edizione per bambini.

7. Quale libro ti ha lasciato un ricordo speciale?
“Fame”, di Knut Hamsun.

8. Quale libro consiglieresti a un giovane lettore?
“Fame”, di Knut Hamsun.

9. Leggere fa bene? E perché?
Leggere moltiplica la nostra unica e sola vita in tante altre vite. Sarebbe un vero peccato non farlo.

10. A quale altra domanda avresti voluto rispondere?
Nove mi sembra che bastino: ora posso tornare a leggere e a scrivere!

locandina_festamobile_8maggio

 

Annunci

Read Full Post »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: