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Posts Tagged ‘letto&detto’

[SPECIALE MESTHRILLER]

Nel 2017 Alessia Gazzola ha pubblicato “Arabesque” per Longanesi.
Martedì 14 novembre alle ore 18,30 l’autrice incontrerà il pubblico nella Biblioteca di Spinea nell’ambito della manifestazione MESTHRILLER.

Alessia Gazzola

Alessia Gazzola

Alessia Gazzola nella vita è medico legale.

“L’allieva” (Longanesi, 2011) è il suo primo romanzo, in cui sono raccontate le disavventure della giovane tirocinante Alice Allevi. La serie con protagonista Alice Allevi, best seller in patria, è stata tradotta in Germania, Francia, Spagna, Turchia, Polonia, Serbia e Giappone e adattata per il piccolo schermo dalla RAI.
Tra le altre sue opere ricordiamo “Sindrome da cuore in sospeso” (2012), “Un segreto non è per sempre” (2012), “Le ossa della principessa” (2014), “Una lunga estate crudele” (2015) e “Arabesque” (2017). Tutti i libri dell’autrice sono pubblicati in Italia da Longanesi.

Visita la pagina Facebook di Alessia Gazzola.

1. Perché hai scelto il lavoro/mestiere che fai?
Ho scelto di fare il medico legale perché mi sembrava la professione adatta a me, ma da qualche tempo ormai mi dedico alla scrittura a tempo pieno, quindi posso dire di aver scelto di fare la scrittrice, e la ragione è semplice: mi dà gioia farlo.

2. Qual è l’aggettivo che meglio definisce la tua attività?
Fortunata, perché è un privilegio poter scrivere e avere dei lettori che aspettano i miei libri.

3. Qual è il tuo primo ricordo di una biblioteca?
In prima media, per una ricerca scolastica su un monumento della mia città, Messina.

4. Come definiresti la biblioteca?
Uno spazio aperto e accogliente per tutti coloro che amano i libri. Mi piace molto portarci le mie figlie che si sentono libere di esplorare, toccare e scegliere i libri; mi fa piacere che loro stesse mi chiedano di andarci.

5. Cosa ti piace di più in una biblioteca?
Il profumo della carta e le copertine foderate con cura.

6. Quale è stato il primo libro che hai letto?
Che io mi ricordi, “Pinocchio” in un’edizione Disney.

7. Quale libro ti ha lasciato un ricordo speciale?
“Cime Tempestose” di Emily Brontë.

8. Quale libro consiglieresti a un giovane lettore?
Dipende quanto giovane… per i più piccoli i libri della Lindgren e della Pitzorno, per gli adolescenti Jane Austen e Isabel Allende.

9. Leggere fa bene? E perché?
Perché non fa sentire mai soli.

10. A quale altra domanda avresti voluto rispondere?
L’ultimo libro che ho preso in biblioteca: “Hedda Gabler” di Ibsen, quest’estate.

Alessia Gazzola copertina

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[SPECIALE MESTHRILLER]

Nel 2017 Enrico Pandiani ha pubblicato “Un giorno di festa” per Rizzoli .
Martedì 7 novembre alle ore 21,00 l’autore incontrerà il pubblico nella Biblioteca di Spinea nell’ambito della manifestazione MESTHRILLER.

Enrico Pandiani

Enrico Pandiani

Enrico Pandiani è nato a Torino nel 1956. Inizia la sua carriera di narratore scrivendo e disegnando storie a fumetti che pubblica sul Mago di Mondadori e sulla rivista Orient Express. Abbandonata la strada del fumetto inizia l’attività di grafico editoriale fondando con altri uno studio di comunicazione. Collabora per anni con il quotidiano La Stampa per il quale cura la parte infografica.
Da sempre attratto dalla letteratura di genere poliziesco continua a scrivere per passione.
Ha esordito nella narrativa nel 2009 con il romanzo “Les italiens” con il quale ha inaugurato la saga del commissario Jean Pierre Mordenti arrivata al settimo capitolo nel 2017 con “Un giorno di festa”.
Nel 2013 con “La donna di troppo” ha inziato una nuova serie con protagonista questa volta l’ex agente della Scientifica Zara Bosdaves.

Enrico Pandiani in Rizzoli.
Enrico Pandiani e Les Italiens.

1. Perché hai scelto il lavoro/mestiere che fai?
In realtà non considero scrivere il mio vero mestiere. Anche se l’ho fatto da sempre, da molto prima che mi pubblicassero il primo romanzo. Per me è più una forma di evasione, con una buona componente di infantilismo, perché quando scrivo sono all’interno del romanzo con i miei personaggi. Tuttavia, scrivere mi permette di dire la mia, di raccontare la mia visione del mondo, sapendo che un certo numero di persone leggeranno ciò che ho scritto e magari cambieranno le loro opinioni, oppure penseranno che ho torto marcio.

2. Qual è l’aggettivo che meglio definisce la tua attività?
Potrebbe essere “ricerca”, perché è questo che fa, una persona che scrive, cerca di trovare nuove strade, nuove parole, modi differenti per poter comunicare con gli altri. Penso sia un mestiere nel quale non si finisce mai di imparare e nel quale c’è sempre qualcuno più bravo di te, che può insegnarti qualcosa.

3. Qual è il tuo primo ricordo di una biblioteca?
Il mio primo ricordo non è quello di una biblioteca pubblica, ma piuttosto dell’immensa biblioteca di mio nonno. Era una stanza enorme, con scaffali di legno scuro che riempivano le pareti e arrivavano fino al soffitto, carichi di libri all’inverosimile. Metteva soggezione, ma allo stesso stimolava la curiosità e faceva venir voglia di leggere. La biblioteca vera e propria è arrivata dopo, ai tempi dello studio.

4. Come definiresti la biblioteca?
Una parrocchia laica, che raccoglie tutti coloro che hanno voglia di sapere. La biblioteca è come un tempio, incontrano altre persone come te, che amano lo studio e la lettura. È il luogo dove avvengono gli scambi più importanti e dove si formano le persone.

5. Cosa ti piace di più in una biblioteca?
Mi piace il silenzio, l’odore, quella sensazione che puoi avere tutti i libri che vuoi, basta domandare. E mi piace vedere i miei romanzi usati fino all’inverosimile, come qualsiasi libro dovrebbe essere.

6. Quale è stato il primo libro che hai letto?
Ho un ricordo molto vago. Potrebbe essere stato “Caterina e altre storie” di Elsa Morante, di cui ho una sensazione vivida dei tempi dell’asilo. Ricordo le risate che ci facevamo in particolare su un’illustrazione contenuta nel libro. Ma potrebbe anche essere stato un romanzo di Emilio Salgari.

7. Quale libro ti ha lasciato un ricordo speciale?
Senza dubbio “Lo straniero” di Albert Camus. Lo considero il romanzo che mi ha colpito di più, che mi ha dato di più. C’è tutta la storia dell’uomo, tra le sue pagine, la sua imperfezione e la sua fragilità. L’ho letto e riletto tante volte, in italiano e in francese, e lo rileggerò ancora.

8. Quale libro consiglieresti a un giovane lettore?
Forse consiglierei “Il giovane Holden” di J. D. Salinger, perché è stato il romanzo che mi ha buttato nella vita vera, che, soprattutto, mi ha fatto venir voglia di averne una. Ma gli consiglierei di leggerlo nella vecchia traduzione, perché quella nuova, secondo me, lo spoglia di tutto il suo fascino.

9. Leggere fa bene? E perché?
Leggere non fa solo bene, leggere fa crescere la società e l’individuo. Spalanca gli orizzonti, aiuta i rapporti, innaffia la curiosità. Una società che non legge è un organismo che implode, come succede nel nostro paese. Questo perché la lettura è conoscenza e la conoscenza dà consapevolezza, segna la via agli esseri umani.

10. A quale altra domanda avresti voluto rispondere?
Potrebbe essere una domanda sull’editoria italiana, su dove ci sta portando e perché. Ma credo che la risposta sarebbe troppo lunga e non interesserebbe a nessuno.

FirmaItaliensSix

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MIRIAM Spera

Miriam Spera

Allieva di Edda Albertini, in teatro ha recitato con Ugo Pagliai, Paola Gassman, Valeria Moriconi, Pino Micol, Gianrico Tedeschi, Manuela Kustermann, Silvano Tranquilli, affrontando testi di Pirandello, Shakespeare, Calderon de la Barca, Thornton Wilder, Agatha Christie. Diretta da Luca Tintori è stata la protagonista di “Figli di un dio minore” di Mark Medoff, spettacolo per il quale ha studiato la lingua dei segni.
Nel 2007 nasce il sodalizio con il regista Rosario Tronnolone che l’ha diretta in “Persona” di Bergman, “Il Leone d’Inverno” di Goldman, “La Voce Umana” di Cocteau, “Tradimenti” di Pinter, “Hedda Gabler” di Ibsen, “Pietà” di A. Saalbach e in “Giovanna d’Arco” di M. L. Spaziani. Per il Teatro Integrato Europeo ha interpretato con Patryk Pawlak “Helver’s Night” di Villqist, spettacolo bi-lingue (Italiano e Polacco) per la regia di Mariagiovanna Rosati Hansen.
Ha firmato la regia di “Variazioni enigmatiche” di Schmitt.
È autrice di: “Anelli d’inchiostro” “Čechovskaja”, “Il Gabinetto del dottor Poquelin”, “Nel cerchio di gesso”. Ha scritto e pubblicato, per Intermedia Edizioni, “Physique des rôles” e “La recita di Lolek” (dei quali è anche interprete per la regia di Renato Cecchetto).
Parallela al teatro, la sua attività in RAI e alla Radio Vaticana. Ha prestato la voce all’Audioteca dell’Unione Italiana Ciechi nella produzione “Il Libro Parlato”. Come dialoghista si è occupata di programmi per la Disney dedicati all’infanzia e all’adolescenza. Come giornalista pubblicista ha scritto per il programma radiofonico “A Tutto Libro” e curato la parte critica dei cataloghi dello scultore Ennio Tesei. Nel 2008 ha dato vita a “Come in Uno Specchio”, associazione culturale che attraverso spettacoli, stage e corsi di formazione, si prefigge di evidenziare il valore sociale e spirituale del teatro.

Visita la pagina Facebook di Miriam.

1. Perché hai scelto il lavoro/mestiere che fai?
Per scontentezza. Di fronte a un reale che imponeva e impone di scegliere uno o pochi ruoli da interpretare per tutta la vita, soffocando le molteplici parti che compongono un essere umano, recitare rappresentava e rappresenta una sorta di passaporto. Viaggiare in altri animi potendo ritornare, comunque, a se stessi. Scrivere per il Teatro mi offre, poi, la possibilità di creare “il mondo che vorrei”.

2. Qual è l’aggettivo che meglio definisce la tua attività?
Disvelatrice.

3. Qual è il tuo primo ricordo di una biblioteca?
Una piccola, privata, appartenente a una coppia di amici dei miei genitori. Anziani, senza prole, i due vi trascorrevano i momenti successivi al loro risveglio. L’immagine di loro intenti a bere il caffè, circondati dai libri, mi ispira ancora un senso di completezza. Di felicità.

4. Come definiresti la biblioteca?
Un pianeta.

5. Cosa ti piace di più in una biblioteca?
L’odore.

6. Quale è stato il primo libro che hai letto?
Una raccolta di fiabe di tutti i paesi del mondo.

7. Quale libro ti ha lasciato un ricordo speciale?
La tetralogia “Giuseppe e i suoi fratelli” di Thomas Mann.

8. Quale libro consiglieresti a un giovane lettore?
“La Storia” di Elsa Morante.

9. Leggere fa bene? E perché?
Fa bene e fa male. Perché è sempre un incontro, imprevedibile, con l’Altro.

10. A quale altra domanda avresti voluto rispondere?
Nel futuro vedi biblioteche?
Sì. Così come vedo orti e giardini.

Miriam Spera physique

la copertina di “Physique des roles”

 

 

 

 

 

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Sara Rattaro

Sara nasce in una famiglia di commercianti genovesi specializzati in ottica.

Laureata in Scienze Biologiche e in Scienza della Comunicazione, esordisce nella scrittura con il romanzo “Sulla sedia sbagliata” nel 2009 per l’editore Mauro Morellini.
Nel 2011 scrive il suo secondo romanzo “Un uso qualunque di te”. Nello stesso anno incontra l’agente letterario Silvia Meucci con la quale instaura un rapporto lavorativo e personale bello e proficuo. Il romanzo viene scelto da Giunti Editore. Il libro esce il 14 marzo 2012 con 20.000 copie vendute in una settimana e viene tradotto in nove lingue. Una confessione tutta al femminile di Viola, mamma e moglie controversa che insieme alla figlia Luce e al marito Carlo danno vita ad una storia che “esplode nella testa e nel cuore”, diventando un vero fenomeno del passaparola tra i lettori.
Con il suo terzo romanzo Sara incontra Garzanti che nel maggio 2013 pubblica il best seller “Non volare via” che entra immediatamente nelle classifiche permanendovi per molte settimane. All’estero si conferma in Europa e vola oltreoceano conquistando anche il Brasile.
Nel settembre del 2014, sempre con Garzanti, pubblica “Niente è come te”, una storia vera che tratta di un tema molto delicato: la sottrazione internazionale dei minori. E’ l’emozionante storia di un papà e di una figlia, Francesco e Margherita, che si rincontrano dopo 10 anni.
Nel 2015 Garzanti ha ripubblicato il suo primo romanzo “Sulla sedia sbagliata”.
A Marzo 2016 è stato pubblicato “Splendi più che puoi”, un romanzo che affronta con delicatezza il difficile argomento della violenza di genere: una storia toccante, profonda e carica di speranza.
Sara ha vinto il Premio Città di Rieti 2014 con il libro “Non volare via” e il Premio Bancarella 2015 con il libro “Niente è come te”. Nel 2016 si è aggiudicata il Premio Rapallo Carige per la Donna Scrittrice con il romanzo “Splendi più che puoi”.
Nella Primavera del 2017 verrà pubblicato il nuovo romanzo di Sara, edito da Sperling & Kupfer.

Visita il sito di Sara Rattaro.
Vai alla pagina Facebook di Sara.
Sara Rattaro in Twitter.

1. Perché hai scelto il lavoro/mestiere che fai?
Per passione. Da ragazza amavo scrivere ma ero terrorizzata dal far leggere i miei lavori. Avevo paura del giudizio degli altri. Un giorno, una decina di anni fa, mi sono fatta coraggio ed è iniziata l’avventura.

2. Qual è l’aggettivo che meglio definisce la tua attività?
Spontaneo.

3. Qual è il tuo primo ricordo di una biblioteca?
Ero una studentessa e andavo spesso nelle biblioteche della mia città a consultare i libri per approfondire le materie da studiare.

4. Come definiresti la biblioteca?
E’ un luogo intenso.

5. Cosa ti piace di più in una biblioteca?
L’odore di carta stampata.

6. Quale è stato il primo libro che hai letto?
“Zanna bianca” di Jack London.

7. Quale libro ti ha lasciato un ricordo speciale?
“La notte di Lisbona” di Erich Maria Remarque, perché me lo leggeva mio nonno.

8. Quale libro consiglieresti a un giovane lettore?
Tutti i libri di Remarque.

9. Leggere fa bene? E perché?
Cura l’anima, fa sognare e ti permette di essere in due posti contemporaneamente.

10. A quale altra domanda avresti voluto rispondere?
Cosa consiglieresti ad un esordiente per sopravvivere nel mondo degli scrittori?
Determinazione e tanta umiltà.

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La copertina di “Splendi più che puoi”, ed. Garzanti.

Sara Rattaro sarà ospite della Biblioteca di Spinea mercoledì 8 marzo 2017 alle ore 20,45 per un incontro durante il quale si parlerà del suo romanzo “Splendi più che puoi”.
Info: info@biblioteca-spinea.it
tel. 041 994691

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