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MIRIAM Spera

Miriam Spera

Allieva di Edda Albertini, in teatro ha recitato con Ugo Pagliai, Paola Gassman, Valeria Moriconi, Pino Micol, Gianrico Tedeschi, Manuela Kustermann, Silvano Tranquilli, affrontando testi di Pirandello, Shakespeare, Calderon de la Barca, Thornton Wilder, Agatha Christie. Diretta da Luca Tintori è stata la protagonista di “Figli di un dio minore” di Mark Medoff, spettacolo per il quale ha studiato la lingua dei segni.
Nel 2007 nasce il sodalizio con il regista Rosario Tronnolone che l’ha diretta in “Persona” di Bergman, “Il Leone d’Inverno” di Goldman, “La Voce Umana” di Cocteau, “Tradimenti” di Pinter, “Hedda Gabler” di Ibsen, “Pietà” di A. Saalbach e in “Giovanna d’Arco” di M. L. Spaziani. Per il Teatro Integrato Europeo ha interpretato con Patryk Pawlak “Helver’s Night” di Villqist, spettacolo bi-lingue (Italiano e Polacco) per la regia di Mariagiovanna Rosati Hansen.
Ha firmato la regia di “Variazioni enigmatiche” di Schmitt.
È autrice di: “Anelli d’inchiostro” “Čechovskaja”, “Il Gabinetto del dottor Poquelin”, “Nel cerchio di gesso”. Ha scritto e pubblicato, per Intermedia Edizioni, “Physique des rôles” e “La recita di Lolek” (dei quali è anche interprete per la regia di Renato Cecchetto).
Parallela al teatro, la sua attività in RAI e alla Radio Vaticana. Ha prestato la voce all’Audioteca dell’Unione Italiana Ciechi nella produzione “Il Libro Parlato”. Come dialoghista si è occupata di programmi per la Disney dedicati all’infanzia e all’adolescenza. Come giornalista pubblicista ha scritto per il programma radiofonico “A Tutto Libro” e curato la parte critica dei cataloghi dello scultore Ennio Tesei. Nel 2008 ha dato vita a “Come in Uno Specchio”, associazione culturale che attraverso spettacoli, stage e corsi di formazione, si prefigge di evidenziare il valore sociale e spirituale del teatro.

Visita la pagina Facebook di Miriam.

1. Perché hai scelto il lavoro/mestiere che fai?
Per scontentezza. Di fronte a un reale che imponeva e impone di scegliere uno o pochi ruoli da interpretare per tutta la vita, soffocando le molteplici parti che compongono un essere umano, recitare rappresentava e rappresenta una sorta di passaporto. Viaggiare in altri animi potendo ritornare, comunque, a se stessi. Scrivere per il Teatro mi offre, poi, la possibilità di creare “il mondo che vorrei”.

2. Qual è l’aggettivo che meglio definisce la tua attività?
Disvelatrice.

3. Qual è il tuo primo ricordo di una biblioteca?
Una piccola, privata, appartenente a una coppia di amici dei miei genitori. Anziani, senza prole, i due vi trascorrevano i momenti successivi al loro risveglio. L’immagine di loro intenti a bere il caffè, circondati dai libri, mi ispira ancora un senso di completezza. Di felicità.

4. Come definiresti la biblioteca?
Un pianeta.

5. Cosa ti piace di più in una biblioteca?
L’odore.

6. Quale è stato il primo libro che hai letto?
Una raccolta di fiabe di tutti i paesi del mondo.

7. Quale libro ti ha lasciato un ricordo speciale?
La tetralogia “Giuseppe e i suoi fratelli” di Thomas Mann.

8. Quale libro consiglieresti a un giovane lettore?
“La Storia” di Elsa Morante.

9. Leggere fa bene? E perché?
Fa bene e fa male. Perché è sempre un incontro, imprevedibile, con l’Altro.

10. A quale altra domanda avresti voluto rispondere?
Nel futuro vedi biblioteche?
Sì. Così come vedo orti e giardini.

Miriam Spera physique

la copertina di “Physique des roles”

 

 

 

 

 

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Sara Rattaro

Sara nasce in una famiglia di commercianti genovesi specializzati in ottica.

Laureata in Scienze Biologiche e in Scienza della Comunicazione, esordisce nella scrittura con il romanzo “Sulla sedia sbagliata” nel 2009 per l’editore Mauro Morellini.
Nel 2011 scrive il suo secondo romanzo “Un uso qualunque di te”. Nello stesso anno incontra l’agente letterario Silvia Meucci con la quale instaura un rapporto lavorativo e personale bello e proficuo. Il romanzo viene scelto da Giunti Editore. Il libro esce il 14 marzo 2012 con 20.000 copie vendute in una settimana e viene tradotto in nove lingue. Una confessione tutta al femminile di Viola, mamma e moglie controversa che insieme alla figlia Luce e al marito Carlo danno vita ad una storia che “esplode nella testa e nel cuore”, diventando un vero fenomeno del passaparola tra i lettori.
Con il suo terzo romanzo Sara incontra Garzanti che nel maggio 2013 pubblica il best seller “Non volare via” che entra immediatamente nelle classifiche permanendovi per molte settimane. All’estero si conferma in Europa e vola oltreoceano conquistando anche il Brasile.
Nel settembre del 2014, sempre con Garzanti, pubblica “Niente è come te”, una storia vera che tratta di un tema molto delicato: la sottrazione internazionale dei minori. E’ l’emozionante storia di un papà e di una figlia, Francesco e Margherita, che si rincontrano dopo 10 anni.
Nel 2015 Garzanti ha ripubblicato il suo primo romanzo “Sulla sedia sbagliata”.
A Marzo 2016 è stato pubblicato “Splendi più che puoi”, un romanzo che affronta con delicatezza il difficile argomento della violenza di genere: una storia toccante, profonda e carica di speranza.
Sara ha vinto il Premio Città di Rieti 2014 con il libro “Non volare via” e il Premio Bancarella 2015 con il libro “Niente è come te”. Nel 2016 si è aggiudicata il Premio Rapallo Carige per la Donna Scrittrice con il romanzo “Splendi più che puoi”.
Nella Primavera del 2017 verrà pubblicato il nuovo romanzo di Sara, edito da Sperling & Kupfer.

Visita il sito di Sara Rattaro.
Vai alla pagina Facebook di Sara.
Sara Rattaro in Twitter.

1. Perché hai scelto il lavoro/mestiere che fai?
Per passione. Da ragazza amavo scrivere ma ero terrorizzata dal far leggere i miei lavori. Avevo paura del giudizio degli altri. Un giorno, una decina di anni fa, mi sono fatta coraggio ed è iniziata l’avventura.

2. Qual è l’aggettivo che meglio definisce la tua attività?
Spontaneo.

3. Qual è il tuo primo ricordo di una biblioteca?
Ero una studentessa e andavo spesso nelle biblioteche della mia città a consultare i libri per approfondire le materie da studiare.

4. Come definiresti la biblioteca?
E’ un luogo intenso.

5. Cosa ti piace di più in una biblioteca?
L’odore di carta stampata.

6. Quale è stato il primo libro che hai letto?
“Zanna bianca” di Jack London.

7. Quale libro ti ha lasciato un ricordo speciale?
“La notte di Lisbona” di Erich Maria Remarque, perché me lo leggeva mio nonno.

8. Quale libro consiglieresti a un giovane lettore?
Tutti i libri di Remarque.

9. Leggere fa bene? E perché?
Cura l’anima, fa sognare e ti permette di essere in due posti contemporaneamente.

10. A quale altra domanda avresti voluto rispondere?
Cosa consiglieresti ad un esordiente per sopravvivere nel mondo degli scrittori?
Determinazione e tanta umiltà.

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La copertina di “Splendi più che puoi”, ed. Garzanti.

Sara Rattaro sarà ospite della Biblioteca di Spinea mercoledì 8 marzo 2017 alle ore 20,45 per un incontro durante il quale si parlerà del suo romanzo “Splendi più che puoi”.
Info: info@biblioteca-spinea.it
tel. 041 994691

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